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Cittareale, cenni storici (work in progress)

A cura di Andrea Maria Blasetti

<<Camminavamo da più di cinque miglia, con alle spalle il ricordo di Norcia, circondati da faggi e querce, in lontananza i pastori sembravano ignorarci, ma i loro grandi cani bianchi no, segnavano ogni nostro passo con attenta fierezza. Avevamo da poco superato il passo della Nocella e ci concedemmo un breve ristoro all’ombra di una antica chiesetta, San Nicolaus de Radito, con il campanile a vela. Il sole tagliava da ovest e apriva, improvvisamente, lo sguardo sulla fertile valle Falacrina, una lunga ombra definiva nettamente la nostra meta: “Civita Regale ... introductio ad Regnum ...” >>.

 

In questi ultimi anni si sono fatti enormi progressi sulla storia di questo antico comune, quì descriviamo alcuni di questi risultati.

Preistoria
I Sabini
Età Romana
Alto Medioevo
Il periodo Normanno-Svevo
Il periodo Angioino e la fondazione di Cittareale
Il periodo Aragonese
Gli Asburgo ed il Sacro Romano Impero
La Madonna di Capodacqua
Il Miracolo eucaristico del 1683
Il Regno delle Due Sicilie
L'Unità d'Italia
Cronologia
Schede tematiche

Bibliografia

Preistoria

Il rinvenimento di alcune punte di freccia e una scheggia di débitage, provenienti dai saggi di scavo nella località di Vezzano, è, ad oggi, l’unica evidenza riconducibile ad una possibile frequentazione preistorica, tra il Paleolitico e il Bronzo Antico. Allo stato attuale delle ricerche, il territorio di Cittareale rimane “terra incognita”, difficile quindi determinare una possibile frequentazione antropica dell’area. Non si può escludere il passaggio di gruppi di cacciatori e raccoglitori durante il Paleolitico e il Mesolitico, come non si può ignorare il fatto che la ricchezza di risorse naturali nel Neolitico avrebbe certamente attirato insediamenti di carattere stagionale raggiungendo, nell’Enolitico e nell’età del Bronzo, identità maggiormente stanziali. Nel periodo Neolitico è forse presente il culto della Dea Vacuna (la Grande Madre dei Sabini), che nel comune di Cittareale si esprime nelle evidenti manifestazioni naturali del suo territorio, quali le molte fonti, i boschi e soprattuttole grotte carsiche, oltre che nelle fosse votive dell’area sacra di Vezzano, corrispondente al successivo sito del Vicus Falacrinae. 

I Sabini

Il territorio della Valle Falacrina costituiva il cuore della Sabina montana, compresa nel triangolo Reate, Nursia ed Amiternum. La necessità di rifornirsi di sale presso le foci del Tevere, percorrendo quella che fu poi chiamata la Via Salaria, spinse i Sabini a ridosso del Lazio; alcuni loro gruppi si insediarono sul colle Quirinale, da dove, fondendosi con i gruppi Latini del colle Palatino, diedero origine alla città di Roma. Purtroppo non abbiamo nessuna testimoninanza archeologica del periodo Sabino del nostro territorio, mentre permangono usi e tradizioni legati al culto della Dea Vacuna che si formalizzano nella venerazione della Vergine Maria nei santuari della Madonna di Capodacqua e di Santa Maria della Neve in Bacugno.
     
sabina vacuna t toro ossequioso
Mappa dei Popoli Italici Denarius romano
raffigurante Vacuna
S.Maria della Neve
Cerimonia del Toro Ossequioso

Età Romana

La Romanizzazione della Sabina interna o montana di cui fa parte tutta l’area del Vicus Falacrinae, ha inizio con la conquista dovuta, nel 290 a.C., a Manio Curio Dentato. Nel 1994, con la scoperta casuale della "Pietra di Cittareale", nacquero i presupposti per gli scavi archeologici del 2005, che si protrassero fino al 2011: sette campagne che permisero di individuare cinque siti di interesse archelogico, tutti molto importanti, tra questi una Villa Pubblica sede, appunto, della Pietra di Cittareale. L’iscrizione incompleta, ha una struttura del testo del tutto analoga a quella delle tabulae triumphales, che di regola erano anch’esse scritte in versi Saturni, dedicata ad un influente personaggio del luogo che ebbe un ruolo importante nella guerra sociale. Non infondata l'ipotesi di identificazione in Quinto Sertorio: sappiamo infatti che egli prese parte a tale guerra con compiti di reclutamento dei soldati ed approvvigionamento delle armi e la Villa Pubblica sembra avere proprio la funzione di base logistica posta nelle retrovie dell'esercito romano nell'assedio di Ascoli.
Attualmente tutte le testimonianze archeologiche e storiche sono raccolte nel Museo Archeologico di Cittareale e nel catalogo "Falacrinae. Le orgini di Vespasiano".
 
     
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La Pietra di Cittareale Ricostruzione del testo e traduzione
Quinto Sertorio

 

<<Tito Flavio Vespasiano nacque in Sabina, al di là di Rieti, in un villaggio non grande, di nome Falacrinae, il 17 novembre, sotto il consolato di Q. Sulpicio Camerino e di C. Poppeo Sabino (9 d.C.), cinque anni prima della morte di Augusto.>> (Svetonio, Vita dei Cesari)
Quindi Vespasiano nasce a Cittareale da T. Flavio Petrone, cittadino di Rieti, centurione e poi banchiere in Svizzera e da Vespasia Polla, nata a Norcia da una famiglia di rango equestre. I risultati delle campagne di scavo del 2007-2008 confermano il ritrovamento di una grande Villa Romana, nella zona di San Lorenzo, che può essere collegata alla famiglia dei Flavi.
     
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Tito Flavio Vespasiano Tabula Peutingeriana
Indicazione di Falacrinae
La Villa Pubblica - ricostruzione

Alto Medioevo

La testimonianza della presenza di aree abitative stanziali nel perimetro del comune di Cittareale è comprovata, anche, dalla scoperta del 2005 - 2006 di una Necropoli Tardoantica - Altomedievale, di 52 sepolture, nell’area della villa pubblica. I Longobardi, scesi in Italia nel 568 d.C., si spinsero di vittoria in vittoria fino a Benevento; costituirono 36 ducati trai quali quello di Spoleto. Falacrina, territorio di questo ducato, fu sede di Castaldato a testimonianza della continuità abitativa nel vicus d’età romana che aveva mantenuto alcune funzioni amministrative e giurisdizionali nell’area. In questo periodo il territorio di Falacrina è oggetto di mira da parte dell'abbazia di Farfa e delle consorterie locali di Spoleto e Rieti, in virtù del suo ruolo strategico nel percorso che dalla valle dell'Aterno porta all'alta valle del Tevere e, soprattutto, per la ricchezza di pascoli e boschi che lo caratterizzano.Nel 774 Carlo Magno sconfigge il re Desiderio, assediato in Pavia, segnando la fine del Regno Longobardo in Italia. Il Ducato di Spoleto passa sotto il controllo dei Franchi e vi rimane, dopo alterne vicende, fino al 1198 quando entra a far parte dello Stato Pontificio.Nella seconda metà del IX secolo i Saraceni, durante le loro incursioni nell'Italia Centrale, invasero anche l’alta valle del Velino. Devastarono il territorio, comprese molte strutture religiose, tra cui la pieve di S. Silvestro in Falacrina. La chiesa venne nuovamente ricostruita e consacrata nel 924, per volere di Takebrando di Falacrina, il comandante delle truppe Sabine che nel 915 sconfisse i Saraceni a Trebula Mutuesca, come ricordato nell’Epigrafe ancora oggi conservata sulla facciata del tempio.
   
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Epigrafe di S.Silvestro Ricostruzione del testo e traduzione

 

Nel culmine della lotta per le investiture, l’abbazia di Farfa prese nuovamente il controllo del territorio attraverso i tre insediamenti fortificati che ne dominavano gli accessi: i castelli di Radeto e di Acquasanta a nord e la torre di Adamo a sud. 

Il periodo Normanno-Svevo

Questo equilibrio abbastanza instabile fu definitivamente rotto con l’arrivo dei normanni, tra il 1143 e il 1144, al momento della loro irruzione lungo la valle del Velino. Il Catalogus Baronum redatto intorno al 1150 per la zona riporta come feudatario diretto del re, Ruggero II Brunamonte che deteneva Radeto e la Torre di Adamo, che costituivano insediamenti nodali per la difesa militare del confine settentrionale del regno normanno. Successivamente si manifesta una progressiva decadenza del castaldato, che sfocia nella vendita del castello di Radeto e delle sue pertinenze ai Duchi di Chiavano, che accorparono ai loro possedimenti anche il territorio della futura Cittareale. Del periodo normanno-svevo rimangono la torre triangolare intorno alla quale venne edificata la rocca e, probabilmente, il simbolo dell'aquila nello stemma comunale. La morte di Federico II, avvenuta nel 1250, provocò un forte scossone sul confine settentrionale del regno con i comuni ricadenti nello stato della Chiesa che cercarono di ampliare i loro possedimenti. 
     
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Manfredi di Svevia La battaglia di Benevento Stemma comunale

Il periodo Angioino e la fondazione di Cittareale

Il 26 febbraio del 1266 le truppe guelfe di Carlo d'Angiò sconfiggono quelle ghibelline di Manfredi di Svevia nella battaglia di Benevento: è l'inizio della dominazione angioina sul Regno di Sicilia. La fragilità della frontiera settentrionale indusse la curia angioina a ripensarne radicalmente l'organizzazione, procedendo alla costruzione di nuovi centri demici impostati secondo una nuova concezione urbanistica e supportati da forti motivazioni di ordine sociale ed economico, mirate al superamento del sistema feudo-vassallistico e a favorire l'emergere di una nuova classe mercantile locale. Tale politica portò alla fondazione, quasi contemporanea, di Montereale, Leonessa, Cittaducale e Cittareale. L’8 novembre 1329, giorno della morte di San Martino di Tours patrono della monarchia Francese, segna la nascita di Civita Reale, per volere di Re Roberto D’Angiò, in virtù dell'enorme importanza strategica militare e ecommerciale di questa zona, che diviene “la porta del Regno di Napoli”. Alla sua fondazione concorsero gli abitanti delle terre e ville viciniori: la valle di Radeto, Falacrina e la terra Camponesca. Posta alle estreme frontiere settentrionali del regno con le terre della Chiesa, a dominio della valle Nurcia, su un rilievo dell’Appennino centrale, poteva considerarsi elemento preponderante del sistema difensivo che integrava le difese naturali costituite dagli alti monti circostanti. Nel 1421, con diploma della Regina Giovanna II, la città dell’Aquila, che da tempo possedeva questa terra, ottenne che Cittareale <<venisse unita e incorporata nel contado Aquilano con tutti gli uomini, vassalli, territori, giurisdizioni, pertinenze, sotto il governo di un solo capitano>>. 
     
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Carlo I d'Angiò Cittareale Giovanna II d'Angiò-Durazzo

Il periodo Aragonese

Nel 1442 Alfonso V d'Aragona sconfigge Renato d'Angiò dando inizio alla dominazione aragonese sul Regno di Siclia. In questo periodo Cittareale si trova ad essere oggetto delle mire di Amatrice che inizia a minacciare il predominio dell'Aquila. Gli amatriciani portarono avanti numerosi attacchi nel corso degli anni e, in varie occasioni, depredarono la città recandovi gravi danni. Questa situazione condusse a dure ripercussioni da parte degli aquilani e in alcuni casi ad interventi diretti da parte del re. La vulnerabilità della fortezza svevo-angioina che difendeva Cittareale e la situazione di incertezza che ne derivava indusse il re Alfonso II a disporre l'ampliamento della rocca. L'impresa venne affidata al celebre architetto Antonio da Settignano, coadiuvato da Troiano Mormile. La rocca Aragonese, a forma triangolare, fu costruita in tre anni, dal 1489 al 1492, sopra le fondamenta di, almeno, tre fortificazioni precedenti. 
     
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Cittareale nel Diploma di
Ferdinando I d'Aragona

La Rocca di Cittareale Alfonso II d'Aragona

 

Nel diploma di Ferdinando I d’Aragona del 18 ottobre 1458 (Introduci incorporatio et Civita Regalis) conservato nell’Archivio di Stato di L’Aquila, a margine destro dell’atto, il copista riproduce l’universitas di Cittareale fornendo una rappresentazione quattrocentesca dell'assetto urbano della cittadina, sostanzialmente corrispondente a quello attuale.

Gli Asburgo ed il Sacro Romano Impero

Work in progress

Nel 1516, alla morte di Ferdinando II il Cattolico, il regno viene ereditato dal nipote Carlo di Gand, il futuro imperatore Carlo V. Ha inizio la dominazione degli Asburgo ed il regno entrerà a far parte del Sacro Romano Impero con l'incoronazione di Carlo nel 1520.
Nella lotta tra Carlo V e Francesco I per il dominio dell'Italia, Cittareale si schierò dalla parte di quest'ultimo. Particolarmente apprezzata fu la resistenza opposta nel 1529 dal castellano di Cittareale all'ambasciatore dei Franchi che chiedeva la consegna della fortezza; prova di fedeltà che valse nel 1536 la concessione di molti privilegi da parte dello stesso Carlo V e che furono confermati nel 1560 da Filippo II.

Il 12 dicembre 1613 la famiglia Idiasques, di nobiltà spagnola, ricevette in dono dal re la baronia di Cittareale col titolo di duca.

Di questa terra furono successivamente infeudati i Salviati.

La Madonna di Capodacqua

Nel medio evo venne eretta, a seguito di un fatto prodigioso, il Santuario di Capodacqua, che si collega al culto di Vacuna per le modalità e la scelta del sito. La leggenda ripercorre una sceneggiatura vista più volte sia nell’ambito religioso pagano che in quello Cristiano, cioè il ritrovamento di una statuetta, rappresentante la Madonna con il Bambino, immersa nelle acque di una fonte. In questo caso, venne ritrovata, in una delle fonti del fiume Velino che ha qui a Cittareale la sua sorgente.
Nell'anno 1779 una eccezionale siccità si abbatté sulla valle Falacrina inducendo la popolazione, estremamanete preoccupata, a cercare l'aiuto divino. Il 30 maggio ricorrendo la festa della Santissima Trinità tutto il popolo si recò pregando al Santuario. In solenne processione l'immagine della Madonna fu portata a Cittareale e poi di nuovo sotto il sole cocente fu riportata nella sua chiesa. Nel bel mezzo del viaggio di ritorno irruppe la pioggia salvando i raccolti e propiziando una stagione ricchissima di messi. Ogni anno da quel lontano giorno si ripete la solenne processione che riunisce al Santuario le genti di tutta la vallata.
     
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Il Santuario Le sorgenti del Velino La Processione

Il Miracolo eucaristico del 1683

La notte del 17 agosto dell'anno 1683 un furioso incendio distrusse la chiesa dei frati conventuali di S.Antonio. Dall'altare maggiore, completamente incenerito, fu rinvenuta la pisside contenente le ostie consacrate perfettamente intatte. Immediatamente, il Vescovo di Rieti ordinò il processo di verifica che si protrasse per oltre venti anni. Nel 1705 la pisside viene ritrovata sotto le macerie della chiesa di S.Maria Assunta, distrutta dal terremoto del 1703, da un sacerdote di S.Giusta che la portò nella sua casa. Successivamente, un frate francescano riuscì con l'inganno a sottrarre al sacerdote la reliquia e la portò con sè a Leonessa nel convento della cittadina. Nel 1710, dopo numerose iniziative sollecitate dalla popolazione, la reliquia viene restituita al convento di S.Antonio in Cittareale. La vicenda è narrata nei dettagli nel libro "Ecco Nostro Signore. Il miracolo eucaristico di Cittareale" di Vincenzo di Flavio.

Il Regno delle Due Sicilie

Work in progress

Agli Asburgo di Spagna si succedettero, nel giro di poco più di un secolo, i Borbone di Spagna, gli Asburgo d'Austria, i Borbone di Napoli e dopo la parentesi Napoleonica, nel 1816, a seguito del Congresso di Vienna ed il Trattato di Casalanza, Ferdinando I di Borbone riunì in un unico stato i regni di Napoli e Sicilia con la denominazione di Regno delle Due Sicilie.
 
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Mappa del Regno delle Due Sicilie

L'Unità d'Italia

Work in progress

Nel 1861, a seguito della spedizione dei Mille e dell'intervento dell'esercito piemontese, con la capitolazione delle unltime fortezze di Gaeta e Civitella del Tronto, il regno cade definitivamente ed il suo territorio entra a far parte della nuova Italia unificata. 

Cronologia

Work in progress

290   
a.C.    Manio Curio Dentato conquista l'Alta Sabina.
91 a.C. Inizio della Guerra Sociale.
9 Nascita dell'Imperatore Tito Flavio Vespasiano.
476 Odoacre depone l'Imperatore Romolo Augustolo. Fine dell'Impero romano d'Occidente.
568 I Longobardi scendono in Italia.
774 Carlo Magno sconfigge Desiderio a Pavia. Fine del Regno Longobardo.
915 Takeprando di Falacrinae sconfigge i Saraceni a Trebula Mutuesca.
924 Ricostruzione della pieve di S.Silvestro dopo la distruzione operata dal Saraceni.
1143 I Normanni arrivano nell'alta valle del Velino.
1198 Federico II di Svevia viene proclamato Re di Sicilia. Inizio della dominiazione sveva.
1198 Il Ducato di Spoleto entra a far parte dello Stato Pontificio.
1250 Morte di Federico II di Svevia.
1266 Manfredi viene sconfitto a Benevento da Carlo I d'Angiò. Inizio della dominazione angioina.
1329 Fondazione di Cittareale per volere di Re Roberto d'Angiò.
1421 Cittareale iene incorporata nel contado aquilano con diploma della regina Giovanna II.
1442 Alfonso V d'Aragona sconfigge Renato d'Angiò. Inizio della dominazione aragonese.
1489 Inizio dei lavori di costruzione della Rocca aragonese.
1516 Morte di Ferdinando II d'Aragona. Il regno viene ereditato dal nipote Carlo di Gand, il futuro Imperatore Carlo V. Inizio della dominazione degli Asburgo.
1520 Carlo V viene incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero.
1683 Il Miracolo Eucaristico di Cittareale.
1703 Distruzione di Cittareale a causa di un terrible terremoto.
1816 Ferdinando I di Borbone unisce i regni di Sicilia e di Napoli nel Regno delle Due Sicilie.
1861 Capitolazione delle fortezze di Gaeta e Civitella del Tronto: il regno cade definitvamente ed il suo territorio entra a far parte della nuova Italia unita.

Schede tematiche

Work in progress

  1. Il simbolo dell'Aquila
  2. Quinto Sertorio
  3. Tito Flavio Vespasiano
  4. Takebando di Falacrina

Bibliografia

Work in progress

  • A.A.V.V. Falacrinae, le origini di Vespasiano Cittareale, 2009 PDF
  • A.A.V.V. Atti del convegno "La Rocca dei Cittarealesi" Cittareale, 2002 PDF
  • Andrea Di Nicola Un'opera sconosciuta di Antonio da Settignano: la rocca di Cittareale Cittareale, 2013 PDF
  • Antonella Sciommeri La Rocca di Cittareale Pescara, 2008
  • Antonio D'Andreis Cittareale e la sua valle Roma, 1961 PDF
  • Don Pietro Giuseppe Rinaldi Istoria di Maria Santissima di Capo d'Acqua Cittareale, 1844 PDF
  • Niccolò Persichetti Viaggio archeologico sulla Via Salaria Roma, 1893 PDF
  • Samuele Ranucci Le Monete della rocca di Cittareale Pescara, 2015
  • Vincenzo di Flavio Ecco Nostro Signore . Il Miracolo eucaristico di Cittareale Rieti, 2012 PDF

 

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