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Progetto Falacrina

Dal 2008 è attivo presso il Comune di Cittareale il progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) finanziato dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’Asilo previsto dalla legge 189/2002.

Il Progetto Falacrina offre ai suoi beneficiari servizi di accoglienza, integrazione e tutela finalizzati a garantire misure di assistenza e di protezione della singola persona e a favorirne il percorso verso la riconquista della propria autonomia.

I beneficiari dei servizi di accoglienza e tutela erogati dal Comune di Cittareale sono:

Richiedenti asilo

Il richiedente asilo è colui che, fuori dal proprio Paese d’origine, inoltra in un altro Stato domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato. La sua domanda viene esaminata dalle autorità di quel Paese e fino al momento della decisione in merito alla sua domanda egli è un richiedente asilo.

Rifugiati

Il rifugiato è colui che “… temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese d’origine di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese…”.

Questa la definizione che troviamo all’art. 1 A della Convenzione di Ginevra del 1951, ripresa dalla legge n. 722 del 1954 di attuazione della stessa convenzione nell’ordinamento italiano.

Titolari di protezione sussidiaria

La protezione sussidiaria è un’altra forma di protezione internazionale. Chi ne è titolare, pur non possedendo i requisiti per lo status di Rifugiato, viene protetto in quanto, se ritornasse nel paese di origine, andrebbe incontro al rischio di subire un grave danno.

Titolari di protezione umanitaria

È il cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese d’origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese.

Titolari di protezione temporanea

La protezione temporanea viene rilasciata nelle situazioni di emergenza umanitaria sulla base di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato in ottemperanza all’art. 20, comma 1 del Testo Unico sull’Immigrazione. Generalmente viene concessa non sulla base della valutazione di singole situazioni individuali come nel caso dello status di rifugiato e della protezione umanitaria ma ad un gruppo omogeneo di persone provenienti da uno stesso paese o area geografica a causa degli sconvolgimenti generalmente bellici in atto. L’art. 20 recita: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, (…) sono stabilite, (….), le misure di protezione temporanea da adottarsi, anche in deroga a disposizioni del presente testo unico, per rilevanti esigenze umanitarie, in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all’Unione Europea”. Il permesso ha, come dice il nome, una validità limitata nel tempo decisa dallo stesso Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e prorogabile solo sulla base di un nuovo Decreto che terrà conto del perdurare della situazione di pericolo per le persone in quel paese o area.

Gli ospiti sono accolti, temporaneamente, in appartamenti distribuiti sul territorio cittarealese. Per tutta la durata dell’accoglienza, sono garantiti vitto, abbigliamento, biancheria, prodotti per l’igiene personale, pocket money per spese personali, assistenza sociale, assistenza sanitaria e assistenza scolastica. È garantito, inoltre, l’accesso a corsi di prima alfabetizzazione di lingua italiana.

Il progetto territoriale è chiamato, inoltre, a predisporre interventi in sostegno ai percorsi di integrazione nel momento stesso in cui i beneficiari entrano in accoglienza.Le attività e gli interventi realizzati in tale ambito sono finalizzati ad una diretta acquisizione di strumenti di inserimento socio-economico. Rientrano in questo ambito:

- L’orientamento e l’accompagnamento ai servizi del territorio e alla comunità locale per la graduale acquisizione della capacità di muoversi in autonomia sul territorio e di partecipare alla vita locale

- La definizione del progetto personale individualizzato che permette alla persona di avere chiaro verso dove si dirigono gli interventi di accoglienza e di integrazione.

- Gli interventi volti a favorire l’acquisizione di nuove competenze o la rivalutazione del proprio background (formazione professionale; stage; elaborazione del curriculum vitae; bilancio di competenze; certificazione delle competenze; ecc.).

- L’orientamento e l’accompagnamento al lavoro (supporto nella ricerca lavoro; preparazione al colloquio; riqualificazione professionale; relazioni con centri per l’impiego; relazioni con datori di lavoro; ecc.)

- L’orientamento e l’accompagnamento nella ricerca di soluzioni abitative autonome (supporto nella gestione delle relazioni con le agenzie immobiliari e con i proprietari degli immobili; conoscenza dei diritti- doveri di locatore e locatario; la lettura dei giornali degli annunci; la gestione delle utenze; ecc.).

Viene garantita inoltre, l’informazione e l’assistenza legale e amministrativa e il sostegno psico–socio–sanitario nella prima fase di accoglienza e in presenza di categorie vulnerabili.

UN PO’ DI NUMERI

Ad oggi sono 15 i posti disponibili distribuiti su 3 appartamenti.

Nei 4 anni di attività il Progetto Falacrina ha accolto un numero totale di beneficiari pari a 90 di cui 15 nuclei familiari e 24 uomini singoli, per lo più di origine curda.

20 anni l’età media degli accolti. 50 anni l’età del beneficiario più anziano, 44 quella della beneficiaria più anziana.

31 il numero totale dei minori che hanno popolato il progetto di accoglienza dall’avvio ad oggi. Circa 5 anni l’età media dei minori che sono stati ospiti del progetto. 6 è stato il numero dei bambini di età inferiore ad un anno, di cui 3 venuti alla luce durante l’accoglienza.

Poco più di 7 mesi il tempo medio di permanenza dei beneficiari all’interno del progetto.

 

Il servizio di "Speciale TG1" sul progetto SPRAR di Cittareale

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